Doppio Slash - scheda educatori

Dati sintetici della storia

Titolo: Cyberbulli o cyberpolli?

Argomento: sicurezza dei minori in rete

Informazioni sull’argomento trattato

In questo video Numero 2 ci spiega che cos'è un cyberbullo e come comportarsi quando se ne incontra uno.

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Il cyberbullo è generalmente un coetaneo delle proprie vittime che usa le tecnologie per commettere atti di bullismo. Anche se il cyberbullismo non comporta di norma l'aggressione fisica, può mettere seriamente a disagio chi lo subisce e arrecare danni psicologici anche gravi. L'uso dei media digitali può garantire un certo grado di anonimato al molestatore e, soprattutto, lo mette nella condizione psicologica di assumere atteggiamenti più trasgressivi di quanto non farebbe di persona.
Ci sono varie forme di cyberbullismo, ma le più diffuse consistono nell'aggressione verbale diretta tramite e-mail, messaggistica istantanea o SMS e nell'attacco indiretto attraverso l'invio di messaggi denigratori in aree più o meno pubbliche come forum, blog e social network. In alcuni casi il cyberbullo trova il modo di sostituirsi alla propria vittima utilizzandone l'account utente e mettendo in atto comportamenti scorretti per metterla in cattiva luce. In generale tutte le azioni volte a colpire psicologicamente una persona attraverso i mezzi di comunicazione digitali rientrano nell'ambito del cyberbullismo.


Approfondimenti e proposte di attività

Un problema sempre più diffuso

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Numerosi studi effettuati in diversi Paesi hanno evidenziato la tendenza all'aumento dei casi di cyberbullismo fra preadolescenti e adolescenti. Anche in Italia il fenomeno sta assumendo dimensioni significative e coinvolge almeno uno studente su sei delle scuole medie e superiori. Probabilmente, viste anche le percentuali emerse all'estero, il problema nel nostro Paese è ancora poco conosciuto e sottovalutato.

Il ruolo degli adulti

Come spiega Numero 2 nel video, il minore in difficoltà deve potersi rivolgere a un adulto per essere aiutato. È di fondamentale importanza, quindi, mantenere un dialogo sereno con i propri figli e con gli studenti, per metterli a proprio agio nel caso debbano parlarci di qualcosa che li turba. Appena ricevuta notizia del problema è importante raccogliere una documentazione dell'accaduto, salvando e stampando i messaggi e le pagine web che contengono le prove del comportamento scorretto. Se i colpevoli sono chiaramente identificabili e appartengono, ad esempio, all'ambiente scolastico è possibile intervenire direttamente sulle loro famiglie, magari coordinando l'intervento con i responsabili della scuola frequentata dai ragazzi. Se, invece, non è possibile risalire all'identità dei cyberbulli e nei casi particolarmente gravi è bene rivolgersi alle autorità di polizia.

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Va ricordato che solitamente lo stesso cyberbullo è un minore in difficoltà che necessita anzitutto di essere guidato e sostenuto. Per questo è importante, quando la situazione lo consente, affidarsi alle figure di riferimento (insegnanti, dirigenti scolastici, assistenti sociali…) capaci di mettere in atto strategie di recupero.
In conclusione ricordiamo a chiunque ricopra un ruolo educativo che i ragazzi non vanno mai abbandonati a se stessi quando navigano in rete. Filtri e divieti sono poco efficaci e non aiutano a sviluppare autonomia e senso critico. Solo la presenza fisica dell'adulto, che con discrezione affianca il ragazzo nella scoperta delle opportunità e dei rischi dei mondi virtuali, può fornire il supporto di cui essi hanno veramente bisogno.